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di Roberto Palumbo

Anche gli scienziati italiani impegnati tra i ghiacci dell’Antartide potranno votare per il referendum costituzionale, così come i circa 4 milioni di connazionali residenti all’estero o solo temporaneamente all’estero.

Gli oltre 15mila chilometri di distanza e le ovvie difficoltà legate al contesto non hanno impedito infatti di avviare le operazioni di voto per i 35 ricercatori e logistici del Pnra, il Programma nazionale di ricerca in Antartide finanziato dal Miur con il coordinamento scientifico del Cnr e logistico dell’Enea. Ieri, in particolare, si sono svolte le consegne delle schede elettorali presso la Mario Zucchelli Station-Mzs a Terranova, nella Baia di Ross, mentre nei giorni scorsi hanno votato i colleghi della base italo-francese di Concordia, sul plateau antartico, e quelli impegnati a Talos Dome nella traversa mobile che deve identificare il luogo del prossimo carotaggio glaciale.

Come tutti gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum, i ricercatori impegnati in Antartide hanno potuto chiedere di votare per corrispondenza.

“I colleghi che si trovano in missione in Antartide per più di tre mesi sono considerati italiani residenti temporaneamente all’estero: 35 di loro hanno fatto richiesta ai Comuni di residenza di esercitare il diritto elettorale attivo come previsto dalla legge”, ha spiegato il responsabile dell’Unità tecnica Antartide dell’Enea, Vincenzo Cincotti.

Che poi ha precisato: “Poiché l’Antartide è una zona extraterritoriale senza sovranità nazionale, è l’ambasciata italiana in Nuova Zelanda ad assolvere ai compiti di raccolta e spedizione in Italia: noi, come Pnra, ci siamo quindi assunti il compito di recapitare personalmente le schede ai colleghi e di riportarle alla nostra sede diplomatica di Wellington”.

“Si è trattato di un momento significativo, penso sia importante che anche chi lavora a oltre 15 mila chilometri da casa possa esercitare questo diritto, è un modo per sentirci più vicini e legati al nostro Paese”, ha commentato Matteo Fusetti, uno dei due medici della Base Mario Zucchelli. Intanto, alla base, la vita dopo il voto è ripresa come di consueto: anche la domenica e nei giorni festivi, infatti, il lavoro dei ricercatori e dei logistici in Antartide non si ferma mai del tutto.

Tra le attività di studio attualmente in corso, che impegnano tra gli altri ricercatori di Cnr, Enea e di altri Enti di ricerca e Università, quella sulla catena alimentare della fauna antartica legata alla recente istituzione dell’area marina protetta di Ross, la più grande del mondo, e quelle sulle complesse dinamiche glaciali antartiche e il loro rapporto con i cambiamenti climatici globali.

 

 

 

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