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Di Enza Galluccio*

Una “Cosa sola”, un unico sistema criminale formato da più organizzazioni.

Si spazia dal mondo mafioso,  ‘Ndrangheta e Cosa nostra in testa (ma non sono da meno Sacra Corona Unita e Camorra), fino a massoneria, politici, servizi segreti e Gladio.

Un unico obiettivo: destabilizzare l’Italia per poter essere parte della “partita” dopo il crollo del muro di Berlino. Ognuna delle forze citate ha cercato di ricavare un proprio spazio di egemonia e l’obiettivo comune era ostacolare l’avvento del comunismo.

Qualche giorno fa è stato arrestato Francesco Filippone, uomo chiave della ‘ndrangheta che unisce Cosa nostra e i Capi calabresi in un unico progetto criminale messo in piedi da specialisti del crimine e parti istituzionali e massoniche, durante alcuni summit tra Milano  e la Calabria.

È l’inchiesta ‘ndrangheta stragista messa in piedi dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo e il sostituto della Dna Francesco Curcio ad aprire nuovi scenari e a confermare pienamente quanto sostenuto nel processo sulla trattativa Stato-mafia di Palermo.

La Procura calabrese chiarisce molte cose e aggiunge nuovi elementi in relazione a inchieste determinanti, come quella sulla morte del giudice Scopelliti. Si parla anche dei mandanti dell’omicidio dei due carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, avvenuto il 18 gennaio 1994, le cui famiglie sono sostenute da Antonio Ingroia (ex pm dell’inchiesta sulla trattativa), in qualità di avvocato di parte civile.

Non mancano altre sconvolgenti rivelazioni, come la volontà di eliminare il superpoliziotto Nicola Calipari, quando prestava servizio a Cosenza, poi rinviato per decisione di Giuseppe Graviano, ed eseguito da soldati americani in Iraq nel 2005. Sembrano ritornare, quindi, riferimenti a collaborazioni e scambi con i servizi statunitensi.

Ma non è tutto, c’è un’ombra che permane. È qualcosa che sembra avere a che fare con timori radicati persino in boss mafiosi e pentiti di ogni organizzazione criminale, i quali si bloccano sempre di fronte a nomi che rimangono misteriosi. Timori che neanche il “carcere duro” a vita riesce a dissolvere. Le collaborazioni si fermano di fronte a quel qualcosa che sembra essere di altra natura innominabile, e che si colloca nell’unione d’intenti mafiosi, ‘ndranghetisti e mondo delle istituzioni.

Riecheggia anche il nome di “faccia di mostro”,Giovanni Aiello. L’ex poliziotto dei servizi, accusato di aver partecipato a molti omicidi, fa ancora molta paura.

Così come riemerge la sigla “falange armata”, indicata da quei servizi segreti paralleli, utilizzata per coprire stragi e omicidi eseguiti da mafiosi e personaggi collocabili nell’estrema destra. 

Tutto sembra partire dal ritrovamento di quelle parti mancanti del memoriale di Aldo Moro, rinvenute nel 1990 all’interno del covo delle Br in via Montenevoso. In quei fogli si parla di Gladio. Una scoperta che obbliga molti politici, Andreotti in testa, ad ammettere l’esistenza della struttura Stay Behind.

Siamo sempre alla fine di un’epoca che dal crollo del muro in poi vede mondo criminale e poteri forti alle prese con nuovi assetti da gestire, in cui lo scopo sembra essere quello di conservare il proprio status di potere e le proprie libertà di agire anche nel crimine.

Alla fine, le stragi e gli omicidi sembrano fermarsi con l’avvento di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, che diventa, secondo quanto emerge anche dall’inchiesta reggina, il nuovo referente politico e istituzionale per mafie, servizi deviati e mondo massonico

Quello descritto è, dunque, un sistema che dura da sempre e che non ha esitato a macchiare di sangue innocente le nostre vie e le nostre piazze, in una logica stragista mirata a mantenere alta la tensione.

Oggi quel “sistema” sembra aver subito un duro colpo. Si garantisca, ora, la protezione di quei procuratori palermitani e reggini che, con il loro lavoro, ci stanno permettendo di sfiorare certe terribili verità storiche, negate  e coperte da troppi anni.

 

*Autrice di testi sulle relazioni tra poteri forti e mondo criminale

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