FacebookTwitterRSS Feed
CPR certification onlineCPR certification onlineCPR certification online

 

Di Francesco Bertelli

E' curioso come il potere riesca ad autorigenerarsi, trovando sempre un nuovo argomento da spacciare per "urgente"o "necessario". E' da poco terminato il periodo natalizio ma non ci siamo fatti mancare niente. La notizia tramite alcuni dei suoi protagonisti (alcuni interni altri che ruotano intorno al mondo politico) hanno subito riempito giornali e radio invocando un problema che , a quanto pare, affligge l'Italia e l'Europa intera: le "bufale". Non le mozzarelle, bensì le "fakenews" ovvero le false notizie che affollano il web. Che sul web circolino false notizie è cosa ormai nota, ma l'opposizione che viene fatta è molto più sofisticata di quel che sembra. 

Siamo partiti nel luglio 2016 quando dal Parlamento Europeo di Strasburgo è stata emanata una direttiva europea sulla cybersecurity, la quale stabilisce che gli operatori dei servizi essenziali devono imparare a proteggersi dagli attacchi informatici e notificarli in tempo alle autorità. Per operatori dei servizi essenziali si intendono quelli che vanno dalla sanità all'energia ma anche i motori di ricerca,  servizi di cloud computig, i mercati online. Questi dovranno adottare misure per garantire la sicurezza delle loro infrastrutture e notificare gli incidenti più rilevanti alle autorità nazionali competenti. E fin qui non sarebbe nulla di male visti i tempi che corrono e i cambiamenti sociali a cui stiamo assistendo.

L'altro tassello da riempire per poi trasferirci al problema che invade le testate di casa nostra, arriva da Bruxelles. Subito dopo il mix Brexit-Trump, proprio da Bruxelles è partita una direttiva finalizzata a porre un rimedio alle fakenews o alle "post-verità" che invadono importanti motori di ricerca che fanno "tendenza" come ad esempio Facebook. 

Qui emerge il primo esempio della manifestazione del potere: creare una sorta di agenzia per poter controllare le fakenews che influenzano i cittadini. Non è che forse c'è stato un carico abnorme di rischi e paranoie fomentate a tavolino proprio da quel potere e da quelle lobby che erano contrarie alla Brexit?

E riguardo la vittoria di Trump, non è che forse i più importanti media del mondo non avevano capito nulla su ciò che sentiva e stava vivendo il popolo americano? Ai posteri l'ardua sentenza.

E veniamo a noi. Post-verità, fakenews.  Si sono subito fatti avanti molti per dare non una mano ma un braccio intero all'idea di Bruxelles.

Da Pitruzzella che propone sulle pagine del Financial Times la creazione di agenzie pubbliche dei Paesi Ue contro la circolazione delle idee online, al Presidente della Repubblica Mattarella che nel discorso di fine anno ha definito internet come "una grande rivoluzione democratica che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi".  Al seguito si sono unito l'ex premiere Renzi, il ministro della giustizia Orlando e altri.

Che cosa ci dicono i politici di casa nostra? Che anche il "No" del referendum del 4 dicembre è rutto di costruzioni di post-verità, così come la Brexit e le elezioni USA. Anche Napolitano stesso ha espresso forti dubbi su certi tipi di consultazioni popolari (come se il diritto del popolo ad esprimersi in un referendum dipendesse dall'importanza o meno del quesito trattato).

Creare agenzie pubbliche per contrastare le fakenews, mettendoci dentro il risultato del 4 dicembre e le altre consultazioni che ci sono state in giro per il mondo, sa tanto di Minculpop. A chi rispondo queste agenzie? Al governo di turno? E' come se i politici pensassero che i cittadini italiano non sappiano distinguere una bufala da una notizia vera. Ed è come se quei 19 milioni di "No" al referendum costituzionale non ci fossero mai stati.

Diciamo subito che le fakenews esistevano già prima del web. E diciamo anche che il sistema delle post-verità (o anche "veline") è sempre stato utilizzato dalla politica, compresa quella dello Stato italiano. Per il semplice motivo di mettere sotto ai tappeti montagne di notizie scomode peer l'opinione pubblica. Un po' come la tanto invocata elezione diretta dei senatori prima del voto del 4 dicembre, quando era chiarissimo a tutti che la riforma Renzi-Boschi-Verdini non prevedeva affatto l'elezione dei senatori da parte dei cittadini, bensì la loro nomina da parte dei capipartito di riferimento. Un po' come i vari boom di ripresa annunciati da anni mentre invece abbiamo un'economia che da solo in questo ultimo trimestre qualche piccolo dato di ripresa sullo zero virgola.

Vogliamo fare un salto indietro? Facciamolo.

Quando si parla di Stato e di "anti-Stato" la fakenews da parte della politica e dei mondi ad essa affini è sempre stata la regola. Ve li ricordate gli oltre 30 anni di processi, rinvii, prescrizioni, assoluzioni e commissioni parlamentari sul delitto Moro? Vi ricordate i presunti colpevoli per Piazza Fontana e la strage di Brescia? E Bologna? E i mandanti che vengono sempre inserito in una misteriosa "zona grigia" e che non si trovano mai? E il missile francese che si è schiantato (così hanno detto la politica e le sentenze) sul DC-9 a Ustica? E l'unico colpevole peer l'omicidio Pasolini? E Riina e viene inserito come responsabile e deus ex machina (forse un po' troppo) in tutte le stragi italiane? E il rapido 904? E Andreotti assolto? Di recente c'è chi l'ha sostenuto ancora. E la strage di Capaci senza mandanti? Siamo sicuri? E Via D'Amelio? E l'Agenda Rossa sul cui dibattimento i giudici andarono contro le dichiarazioni dei familiari di Borsellino sostenendo che non è dimostrabile che il magistrato avesse con se l'agenda, mentre invece sia la moglie che i figli da testimoni oculari hanno sempre sostenuto che da Villa Grazia quel pomeriggio del 19 luglio, Borsellino partì con quella agenda dentro la sua borsa? E la trattativa fra Stato e Mafia che forse non c'è mai stata e se c'è stata era necessaria? E le bombe del 1993? C'era solo Riina dietro ad esse? E la nascita di Forza Italia? E la storia di un imprenditore milanese perseguitato dalla giustizia per oltre un ventennio?

Cosa sono tutte queste? Post-verità create dal potere per continuare a vivacchiare sopra la nostra pelle.

Perciò prima di invocare censure o bavagli sul web, urge un piccolo esame di coscienza da parte dei nostri politici. Se possibile.

Francesco Bertelli 

 

e-max.it: your social media marketing partner

Area Riservata

Eventi

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Testata in attesa di registrazione presso il tribunale Roma Direttore e fondatore Antonio Ingroia Redazione: via Calabria 56, Roma Indirizzo mail: Redazione@lagiustizia.info