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Di Angelo Fontanella

Don Contin, 48 anni, un prete di un piccolo paese alle porte di Padova, è indagato per violenza privata e sfruttamento della prostituzione. Il 21 dicembre scorso, il pubblico ministero Roberto Piccione ha ordinato la perquisizione all'ultimo piano della canonica. I carabinieri hanno trovato in una stanza chiusa a chiave molti oggetti erotici e filmati amatoriali. Questa macabra vicenda è potuta venire alla luce solo grazie alla denuncia fatta da una parrocchiana di 49 anni, che dopo essere stata irretita, si è innamorata di lui, soggiogata al punto da accettare violenze e perversioni, ma non il tradimento. Quando si è resa conto che l'esistenza di quel parroco era costellata di storie a base di sesso con molte altre parrocchiane, ha deciso di rompere il muro d'omertà e denunciarlo ai carabinieri. Dal drammatico verbale della donna sono venute fuori sei pagine di accuse.
"Prima di Natale 2010 ricevetti una telefonata di don Andrea che aveva chiesto il mio numero a un parrocchiano". Inizia così la deposizione della donna. "Un giorno, invitandomi in canonica, dopo una breve conversazione, mi abbracciò e mi baciò sulla bocca. Rimasi impietrita, me ne andai sconvolta. Nel febbraio- marzo 2011 ci fu il primo rapporto sessuale marcatamente aggressivo in canonica, nonostante ciò mi sentivo sempre più innamorata e felice per le sue attenzioni. Lui iniziò a essere molto esigente. Voleva rapporti sempre più spinti. Iniziò a chiedermi di andare dietro la canonica per attirare i ragazzi che giocavano nel campo di calcio e una volta adescati, mi costringeva ad avere rapporti con loro vicino al garage. Lui mi filmava di nascosto. Quando gli dissi che non ero più disposta a prestarmi a quei giochetti, mi portò più volte in zona Limena per vederlo durante un rapporto con un transessuale". E continua: "Un giorno don Andrea mi fece vedere che aveva postato le mie foto nuda su siti per scambisti. Mi chiamava schiava, mi comprò una ciotola per animali e un guinzaglio marrone". La donna descrive rapporti di gruppo. Sesso estremo, serate in alberghi lussuosi accompagnati da tanta violenza. Gli episodi sono ripetuti. "Il 23 dicembre 2012 mi invitò a cena in canonica, mi fece accomodare su un divanetto rosso e, dopo aver chiuso la porta, iniziò a picchiarmi con ferocia inaudita. Riuscii a mandare un messaggio alla mia amica chiedendole aiuto". Alla fine, stanca di quel calvario, e scoperte le relazioni con altre parrocchiane,

la donna decise di denunciarlo. Ma don Contin non è il solo prete coinvolto, Ce n'è un altro: don Roberto Cavazzana. Don Contin costrinse la donna ad avere un rapporto sessuale anche con lui. Il sacerdote, 41 anni, amico e padre spirituale di Belen Rodriguez, è stato sospeso dal servizio sacerdotale.

Il parroco nei verbali ha ammesso le relazioni. Secondo i carabinieri sarebbero una trentina le amanti del sacerdote e di don Roberto Cavazzana, mentre un altro prete, ascoltato come persona informata dei fatti, non è indagato.

Don Contin, ha avuto la chiamata in età matura. Alle spalle ha una breve esperienza come studente di giurisprudenza e nella politica locale con la candidatura alle comunali in un paesino della zona. Appena è scoppiato lo scandalo, si è autosospeso dopo un colloquio con il vescovo ed è inizialmente riparato in Croazia.
Oltre a tutto ciò, c'è un buco di circa 3 milioni di euro nel bilancio di un ente per l’assistenza agli anziani, il centro diurno Casetta Michelino, di cui don Contin è stato fondatore, diventandone presidente. La struttura beneficiaria di finanziamenti regionali e comunali,è sotto la lente d'ingrandimento dei carabinieri di Padova che aiutati dalla Guardia di Finanza, stanno spulciando i conti e i bilanci della struttura. Non è escluso che venga fatta l’analisi dei fidi bancari di cui Casetta Michelino fruiva. Ecco spiegate le spesse pazze effettuate dal sacerdote in auto lussuose, frequentazione di locali costosi e viaggi .Nel frattempo trapelavano i contenuti dell’interrogatorio che don Contin ha rilasciato ai carabinieri pochi giorni prima di Natale. Egli avrebbe subito ammesso di aver avuto rapporti sessuali con le donne e che quei rapporti si consumassero solitamente in canonica anche con la partecipazione di altri uomini, in maggioranza di colore. Quest’ultima circostanza si sarebbe verificata sempre e solo con una donna, la quarantanovenne che lo ha denunciato all’inizio di dicembre. Il Don ha ammesso anche le riprese delle prestazioni sessuali e parlato dei viaggi e delle cene insieme ad altre parrocchiane, ma ha negato di aver commesso violenze e di aver percepito denaro in cambio dei rapporti con una delle donne che ha procurato ad altri uomini. Ha quindi allontanato il reato dell’induzione alla prostituzione, che è l’ipotesi su cui si basa l’inchiesta. Sembra chiaro che abbia giocato al ribasso sul numero delle donne coinvolte, visto che i carabinieri ne hanno identificate e interrogate almeno diciotto. Anche don Roberto Cavazzana, sentito per sei ore in Procura come persona informata dei fatti, avrebbe ammesso le relazioni. Stando alle sue rivelazioni, le donne sarebbero una quindicina.       

Questa è una delle tante vicende che hanno visto coinvolti uomini di chiesa. E' forse una delle più gravi, ma non è certo la prima e non sarà neanche l'ultima, purtroppo. C'è da sperare che stavolta a differenza di altre, si faccia chiarezza fino in fondo e si dia ai colpevoli la pena che meritano. Si faccia giustizia insomma.                                      

 

 

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