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Una nuova “Resistenza globale” è ció per cui i nuovi partigiani e le nuove partigiane si devono mobilitare.

Si tratta di una Resistenza planetaria combattuta contro la finanza, i potentissimi  organismi europei e mondiali non eletti,  che dettano legge ai Governi "democraticamente" eletti. Stiamo vivendo un nuovo Medio Evo.

Con il Referendum del 4 dicembre dovremo pronunciarci  anche su temi ambientali e sul patrimonio monumentale del Paese. Le novità contenute nell´art.117 determinano grossi cambiamenti con conseguenze significative sui rapporti Stato centrale e Regioni su questi temi. Ma se ne parla pochissimo. La propaganda del governo è tutta concentrata sulla menzogna della fine del bicameralismo paritario con il "falso" messaggio del "presunto risparmio" che ne deriverebbe.

Il V rapporto dell´ IPCC (Intergovernmental panel on climate change), aveva  anticipato al 2030 il raggiungimento di quei due gradi di aumento della temperatura della Terra oltre il quale non si potrà più fermare l´annunciata catastrofe per l´umanità e che sarà causata proprio dallo sfruttamento dissennato del territorio e da scelte politiche d´impronta neoliberista volte esclusivamente al profitto. Ma l´ONU ha appena annunciato che stiamo per superare addirittura i 3 gradi di aumento della temperatura terrestre.

Nel totale silenzio e disinteresse dei mass media, il 7 novembre si è aperta a Marrachech la Cop 22, la Conferenza mondiale per il Clima 2016 che si concluderà a breve.  Eppure, niente più del clima condiziona la vita sulla Terra. Niente più del dissennato utilizzo del territorio causa eventi climatici estremi.

L´archeologo e storico dell´arte, Salvatore Settis, in questi giorni ha affermato che:  "I terremoti non si possono prevedere ma si può sapere che il 44% del territorio italiano è ad altissimo rischio sismico. Noi stiamo facendo veramente poco per la salvezza del territorio ragionando su nuove grandi opere come il ponte sullo stretto che sarebbe un vero disastro ecologico... C'è un'incapacità di prevedere che è veramente colpevole". Mettere in sicurezza il territorio costerebbe molto meno che ricostruirlo.

Stiamo bollendo vivi come la famosa rana, il principio della rana bollita, utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky, fa riferimento alla Società, ai Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell'etica, ne accettano di fatto la deriva. In questo caso stiamo accettando passivamente la nostra estinzione, non opponendoci al modello economico capitalista basato sulla sola ricerca del profitto, che la sta determinando.

L´ARTICO  SI STA SCIOGLIENDO, la deforestazione produce i migranti ambientali,  specie animali e vegetali si estinguono, cementificazione e CONSUMO DEL  TERRITORIO avanzano. Questo è ciò che chiede il modello economico in atto in Italia e nel mondo. La vita dell´uomo, la qualità della vita, la dignità non hanno più diritto di cittadinanza su questo Pianeta dominato dalla logica di un modello economico basato sulle energie fossili.

Se dovesse essere approvata questa "contro"- Riforma sulla quale siamo chiamati a votare, le Regioni non avrebbero più alcun diritto costituzionalmente sancito di partecipare alle decisioni dello Stato centrale.

Infatti, come richiama Massimo Villone, la pericolosissima "clausola di supremazia" prevista nel testo,  prevede che "la legge statale potrà invadere qualsiasi materia di competenza regionale ...nessuna materia sfugge... il voto della Camera prevale su quello del Senato".

In Italia Stato e Regioni legiferano assieme sull'energia. Per ora_._ Ma se dovesse vincere il sì, come faremo ad opporci alla petrolizzazione?

Quali gli organi ai quali appellarci? 

 "Serve una giustizia climatica" ha affermato Ségolène Royal, ministro francese dell´Ambiente francese, all´apertura della cop 22 a Marrakech parlando ai rappresentanti di 192 nazioni e 20.000 partecipanti chiamati ad attuare le decisioni di Parigi del 2015.

Un altro tassello mina le possibilità di una politica energetica "pulita" che utilizzi le fonti rinnovabili. La vittoria di Donald Trump ci farà fare un "balzo indietro". Le sue dichiarazioni in campagna elettorale non promettono nulla di buono. Il suo programma prevede la cancellazione degli accordi di Parigi, per altro insufficienti ad affrontare l´emergenza ambientale globale.

Di fronte a questo quadro mondiale assolutamente preoccupante, la vittoria del no al Referendum del 4 dicembre in Italia costituirebbe un importantissimo "balzo in avanti" contro la "decostituzionalizzazione "

in atto nelle scelte politiche e legislative del governo italiano. Rappresenterebbe un monito all´Europa e al mondo.  Un esempio di come i cittadini possono opporsi alle politiche centraliste e liberiste di quei governi che tutto fanno, tranne che preoccuparsi di garantire diritti e benessere alla popolazione.

 

Giusy Clarke Vanadia

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