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Di Antonio Ingroia

Se dovessi utilizzare un aggettivo per definire Stefano Rodotà, e credo che a lui sarebbe piaciuto, lo definirei rigoroso. Rigoroso e intransigente nei principi in cui credeva. E proprio per questo ricordo una antica polemica che ci coinvolse, quando io, allora pm, e lui, garante della privacy, avemmo uno scontro corretto ma fermo sull’acquisizione dei tabulati telefonici. Per una causa di garanzia dei diritti si pose in una posizione di scontro con la magistratura antimafia.

Ma avere un avversario come lui, anche in quella occasione, che argomentava da fine giurista la sua posizione, era un piacere. Già, perché di Stefano Rodotà ho anche molto ammirato i suoi principi, i suoi ideali, la sua immensa cultura. Per questo è difficile sintetizzare cosa abbia rappresentato per il nostro Paese. Sarebbe riduttivo ricordarlo solo come grande giurista e costituzionalista. Perché Rodotà è stato molto di più. E’ stato anche un modello inesauribile di impegno politico e civile. Sempre dalla parte della Costituzione e dei più deboli. Sempre dalla rivendicando la laicità dello stato.

E per questo lo ricordo anche per il generoso impegno nel progetto della Strada Maestra, con Maurizio Landini, che avrebbe meritato miglior fortuna. Mi bastò la sua sola presenza in quel progetto per seguirlo con interesse sin dalla sua nascita. Perché di Stefano Rodotà, che considero una delle menti più illuminate della storia della Repubblica, ho anche ammirato il coraggio delle idee e la fermezza nel portarle avanti, senza secondi fini.

Sarebbe stato bello averlo al Quirinale, lo avrebbe meritato e avrebbe sicuramente lasciato un segno importante in una fase delicatissima della nostra storia. E’ stato bello, invece, averlo dalla stessa parte nella sua ultima battaglia politica, per il No al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Onorato di aver condiviso pienamente il suo pensiero.

La sua morte apre immancabilmente un vuoto enorme, non solo nella sinistra ma nell’intero panorama politico italiano che oggi ha perso un uomo che, senza dubbio, sarà ricordato alle generazioni future come uno dei padri della patria.

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