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Di Antonio Ingroia

Posso definire Nicola Cipolla un amico? Credo di sì per l’affetto che mi ha sempre dimostrato. E credo di poterlo definire tale anche per la stima e il rispetto che avevo di lui.  Amico e compagno di lotta politico-sociale per i diritti dei più deboli e contro ogni forma di abuso e prepotenza. Per me è stato un vero punto di riferimento, al pari di Falcone e Borsellino. Da una parte l’antimafia politica e sociale, dall’altra l’antimafia giudiziaria.

L'ho conosciuto più da vicino solo pochi anni fa, già molto anziano, e ho continuato ad apprezzarlo come avevo fatto per anni seguendolo nel suo percorso. Era stato vicino a Pio La Torre, aveva partecipato alle principali battaglie per l’emancipazione dei contadini siciliani, riportando grandi successi. Aveva svolto il suo mandato di senatore per il Partito Comunista, tra il 1963 e il 1976, al servizio delle classi più deboli, quando parlamentari si diventava perché si era vera classe dirigente del Paese, avanguardia nelle istituzioni dei movimenti sociali per i diritti. E non tradì mai la sua missione.

Insomma, Nicola Cipolla è un pezzo della storia più nobile ed importante della nostra isola. Basti ricordare che fu tra i protagonisti della riapertura della Camera del Lavoro in Sicilia dopo il fascismo, che fu il fondatore di Federterra, di cui fu anche segretario, che sotto l’impulso di Pio La Torre fondò il Cepes (centro studi di politica economica siciliana). Basti ricordare che è stato tra i protagonisti nelle principali lotte nazionali (era presente al G8 di Genova) e locali. Negli anni 80 fu esponente attivo contro l’installazione dei missili a Comiso, e lo ricordo anche io che da studente universitario partecipai a quella lotta politica. Più recentemente lo ritrovai nella battaglia pacifista ed ambientalista contro il Muos, contro le trivellazioni, contro il nucleare. Il suo Cepes aderì, grazie al suo impulso, al Forum nazionale per l’acqua pubblica.

Lucidissimo fino alla fine, aveva partecipato a molte delle iniziative siciliane di Azione Civile e lo scorso anno fui felice di consegnarsi personalmente la tessera onoraria del mio movimento, che aveva accettato con l’entusiasmo di un ragazzino. Sì, perché a dispetto dei suoi 95 anni, se devo ricordare una sua caratteristica, Nicola Cipolla viveva di entusiasmo. E con entusiasmo e ottimismo aveva condotto la sua ultima battaglia, quella per il NO al referendum costituzionale. Durante quella battaglia lo avevo invitato ad un'iniziativa siciliana della campagna referendaria, organizzata da Azione Civile, che si tenne nel settembre dello scorso anno nell'aula del Consiglio Comunale di Palermo, e Nicola fece un appassionato intervento in difesa dei principi di promozione sociale contenuti nella Costituzione, denso di ricordi personali. Alla fine del dibattito  mi offrii di accompagnarlo a casa e ricordo il capannello di persone che quasi non volevano lasciarlo andare per sentire dalla sua viva voce altri ricordi e così testimoniargli tutto il loro affetto. Ricordi di tempi eroici che riempivano i suoi discorsi, e me ne regalò altri, indimenticabili, durante il tragitto in auto fino a casa sua.

Nicola ci mancherà. Come mancherà a tutti i siciliani liberi e democratici che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di farsi contagiare dalla sua energia, inesauribile sempre, fino all’ultimo.

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Testata in attesa di registrazione presso il tribunale Roma Direttore e fondatore Antonio Ingroia Redazione: via Calabria 56, Roma Indirizzo mail: Redazione@lagiustizia.info