INGROIA, “PAOLO BORSELLINO NON SI FIDAVA DI MOLTI PM DELLA PROCURA DI PALERMO”.
Adnkronos.it
“Pensava che l’80 per cento fosse controllato dal Procuratore Giammanco”.
“Nel periodo precedente alla strage di via d’Amelio Paolo Borsellino non si fidava di molti pm della Procura di Palermo”. Lo ha detto l’ex Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia deponendo al processo sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio a Caltanissetta. Rispondendo alle domande dell’avvocato di parte civile della famiglia Borsellino, l’avvocato #FabioTrizzino , che è anche il genero del giudice ucciso nella strage, ha spiegato che Borsellino si fidava di lui ” pochi altri”.
“Pensava che l’80 per cento della procura fosse controllata dal Procuratore di allora Giammanco”. “Mi disse che era sua intenzione affiancare me a lui durante l’estate per la collaborazione di questi collaboratori, in particolare Leonardo Messina, perché si fidava di me, perché c’erano molti magistrati di cui non si fidava – dice – Io quel giorno, il 15 luglio del 1992, l’ultima volta che lo vidi, gli dissi che stavo per prendermi qualche giorno di ferie ma lui non la prese bene. Io lo andai a salutare ma lui rimase con la testa china, mi salutò freddamente”.
Borsellino aveva chiesto a Ingroia di affiancarlo nella gestione di due collaboratori, Gaspare Mutolo e Leonardo Messina. “Mi disse ‘Fai andare tutti questi in ferie e ci lavoriamo noi’. Perché stava andando in una procura che considerava per l’80 per cento controllata dal procuratore Giammanco. Poi c’era un gruppo sparuto chiamato in modo sprezzante i ‘Falconiani’ che per lui era un punto di riferimento”.