Julian Assange non sarà estradato negli USA, rifiutata libertà su cauzione

di Alessio Di Florio

Julian Assange è un simbolo di libertà e indipendenza scomode ai Potenti e ai governi più forti al mondo. Wikileaks ha squarciato il velo che copriva molti crimini e abusi delle guerre guidate dagli USA e non solo. Ha rivelato trame e intrighi politici, militari, economici anche italiani. Alcune cabli di Wikileaks documentano e hanno mostrato al mondo l’interesse di servizi segreti e alte sfere dei palazzi del potere italiano nella “Terra dei Fuochi” campana. Per tutto questo Assange è considerato una “minaccia” da contrastare e punire, dopo essersi rifugiato vari anni in un’ambasciata dell’Ecuador di Rafael Correa dopo il golpe di Lenin Moreno è stato catturato ai suoi attuali carnefici, arrestato e costretto in condizioni carcerarie disumane e brutali che ne mettono a rischio anche la vita. La madre nell’agosto di due anni fa accusò Regno Unito e Stati Uniti di perpetrare un “lento e crudele assassinio” del figlio, come riportammo qui http://www.lagiustizia.info/lento-e-crudele-assassinio-la-madre-di-julian-assange-la-madre-di-assange-accusa-gli-stati-uniti-e-regno-unito-per-il-trattamento-riservato-a-suo-figlio/ , uno degli articoli nei quali abbiamo denunciato quanto subisce Assange, la minaccia alla libertà e alla democrazia della sua persecuzione e gli abusi di potere contro di lui http://www.lagiustizia.info/?s=assange .
Il 4 gennaio un tribunale di Londra ha rifiutato la richiesta di estrazione di Assange negli Stati Uniti dove, scrivono i giudici, avrebbe corso gravissimi rischi fino al suicidio. “Finalmente una luce squarcia questi mesi bui e terribili” ha esultato Azione Civile che ha definito straordinaria la notizia del no all’estradizione. “In questi anni – ricorda il movimento politico fondato e presieduto da Antonio Ingroia – abbiamo aderito alla mobilitazione internazionale di denuncia delle condizioni di detenzione e gli allarmi per la sua vita, lo Studio Legale Ingroia ha collaborato negli anni scorsi con il suo collegio difensivo schierandosi senza se e senza ma con la libertà e la difesa dei più importanti diritti civili e umani”.   La notizia del rifiuto alla richiesta di estradizione, ha sottolineato Azione Civile, “deve avere ora una sua naturale evoluzione con la restituzione della libertà a Julian Assange e la fine dell’illegale detenzione e di ogni persecuzione, puramente politica”. Ma su questo fronte purtroppo i giorni successivi hanno registrato una pessima notizia: il 6 gennaio il tribunale di Londra ha negato al fondatore di Wikileaks la libertà su cauzione. Decisione della stessa giudice che aveva negato l’estradizione negli USA, secondo lei negli USA Assange rischierebbe la vita mentre nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh – nonostante le ripetute denunce delle sue condizioni di detenzione e del peggioramento del suo stato di salute – la sua salute sarebbe garantita da una buona assistenza medica e non ci sarebbero rischi di contagio da Covid19. “La decisione della Magistrate’s Court di Londra di negare la libertà su cauzione a Julian Assange rende arbitraria la sua detenzione, che si protrae in condizioni punitive da oltre un anno” denuncia Amnesty International. “Assange era in carcere da oltre un anno in attesa della decisione sulla richiesta di estradizione da parte degli Usa. Lunedì 4 gennaio una giudice aveva dichiarato che l’estradizione sarebbe stata illegale – sottolinea il movimento internazionale – Il rifiuto di concedere la libertà su cauzione all’indomani di questa decisione rende arbitraria la detenzione di Assange. Nella sua sentenza, la giudice aveva fatto riferimento al preoccupante stato di salute mentale di Assange e al rischio derivante per la sua salute dalla pandemia da Covid-19 in pieno corso nel Regno Unito”.