Pd, Renzi pronto a lanciare Azione Civile, Ingroia: “Ma quella è la mia sigla”

L’ex magistrato: “E’ un tentativo di furto”. Il simbolo è stato registrato, ha parteciato alle Europee del 2014. E si prepara per prossime politiche. Il movimento ha un sito. ma adesso è in manutenzione. Attiva una pagina Facebook aggiornata con articoli e post sull’attualità politica.

di LIANA MILELLA

(fonte repubblica.it)

Matteo Renzi vuole chiamare i nuovi gruppi parlamentari e il futuro partito Azione Civile. Ma dovrà fare i conti con Antonio Ingroia e il suo simbolo “Azione Civile-Ingroia. L’ex magistrato siciliano, infatti, dopo il flop alle elezioni del 2013 di Rivoluzione civile, un agglomerato politico che raccoglieva i Verdi, il Movimento Arancione di Luigi De Magistris, Italia dei valori, Rete 2018 di Leoluca Orlando, il Pdci e Rifondazione comunista decise di sciogliere Rivoluzione civile e di continuare con Azione civile. Simbolo che ha registrato.

La formazione ha un sito web, ma al momento è in manutenzione.  Attiva invece una pagina con post recenti, legati all’attualità, che riportano anche il pensiero di Ingroia sulle ultime vicende. Il post più recente è relativo alla madre di Julien Assange, seguito da un commento sulla Tav. Alle ultime elezioni Europee, Azione Civile non ha dato indicazioni di voto per un partito, ma solo dei nomi di singoli candidati da appoggiare.

Intervista / Ingroia: “Quella è la mia sigla”

“Azione civile di Renzi? Ma quella è la mia sigla…”. L’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia risponde dall’America Latina e fa ironia sul “tentativo di furto” della sua sigla da parte di Matteo Renzi in cerca di un simbolo per la sua scissione dal Pd.

Ma ha visto che Renzi vuole utilizzare la sigla Azione civile per il suo nuovo partito? 
“Ma davvero? Non ci posso credere”.

Perché? 
“Il movimento politico Azione civile esiste fin dal 2013 quando venne costituit davanti a un notaio, nel momento in cui decisi di entrare in politica per candidarmi poi sotto il simbolo di Rivoluzione civile, che era una sigla collettiva, di cui facevano parte la stessa Azione civile, l’Idv di Di pietro, i Verdi di Bonelli e Rifondazione comunista”.

Ma già sei anni fa la sigla fu registrata davanti al notaio? 
“Si, esatto, e poi depositata al Viminale con tutti i documenti di Rivoluzione civile per scorrere al voto di quell’anno”.

Ma dopo cosa è successo?
“Rivoluzione civile venne sciolta dopo le elezioni, ognuno prese la propria strada, tanto che nel giugno 2013 vi fu la prima assemblea nazionale di Azione civile in cui fui confermato come presidente e rappresentante legale del movimento”.

Ma Azione civile esiste ancora? 
“Certamente sì. Forse Renzi non lo sa, ma nel 2015 Azione civile partecipò alle elezioni Europee, fondando, di nuovo davanti al notaio, assieme a Rifondazione comunista, la coalizione Altra Europa con Tsipras, che ha avuto suoi rappresentanti al Parlamento europeo, anche in nome di Azione civile. Inoltre lo statuto di Azione civile è depositato presso la Commissione parlamentare sulla trasparenza degli statuti dei partiti e dei movimenti. Tant’è che sono stato convocato per apportare delle modifiche allo statuto. Cosa che è stata fatta”.

Siamo nel 2019 però. Azione civile è tuttora attiva?
“Certo che lo è. Tant’è che stiamo lavorando a un progetto politico in vista della imminente competizione elettorale con un appello a tutti i movimenti civici, antimafia e anticorruzione nazionali, nonché ambientalisti, per presentare una lista civica nazionale per proporre un’alleanza a M5S e sottrarlo all’abbraccio mortale di Salvini prima e di Renzi oggi”.

Quindi Renzi non ha proprio chance di utilizzare questo nome? 
“Innanzitutto l’ex premier non ha fantasia perché nella storia non si è mai visto un tentativo di furto come questo. Renzi vuole costituire un nuovo partito e non trova di meglio che usurpare quello di un partito già esistente, peraltro extraparlamentare, e con un orientamento che certo non si confà alle sue idee. Come partenza mi sembra un po’ patetica”.