Processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia: sì all’audizione di Berlusconi, Di Pietro, Violante e Caselli

di Enza Galluccio

Il 22 luglio si è pronunciata la Corte d’Assise d’appello di Palermo, presieduta da Angelo Pellino, in merito alle richieste di acquisizione di atti giudiziari e di audizioni richieste dalle parti nel corso delle udienze precedenti.
Il Procuratore Generale Giuseppe Fici, nel suo intervento iniziale, ha illustrato le proprie perplessità rispetto alle audizioni di Patronaggio e Consiglio, magistrati nell’anno delle stragi palermitane ed entrambi presenti a una riunione che si tenne qualche giorno prima della strage di via D’Amelio. Fici si è domandato perché la difesa abbia chiesto l’audizione di questi due magistrati che, all’epoca dei fatti erano tra i più giovani e, quindi, meno preparati anche in termini di esperienza quando, oltretutto, già la Corte di primo grado ha valutato degli altri atti relativi a quegli episodi considerati “completi ed esaustivi”, come le intercettazioni rappresentate nella cosiddetta “informativa SIRAP”, e ha ritenuto superflua ogni altra integrazione. Il Pg, nello specifico, ha affermato “la Corte di primo grado ha ritenuto del tutto ininfluente e non necessario un approfondimento su tale specifico tema, anche perché sono fatti verificatisi in epoca anteriore all’avvio di quelle interlocuzioni che poi dà origine alla cosiddetta trattativa” e ha inoltre chiarito che “nel luglio del novantadue quando si verificano queste riunioni siamo nell’epoca in cui sicuramente non esisteva ancora l’informativa SIRAP o quella del settembre successivo, dove vengono contenuti i nomi dei politici Mannino Lima”. Ha, quindi, aggiunto che “le dichiarazioni di Patronaggio e Consiglio documentano solamente che Borsellino chiese informazioni”.
Per queste ragioni tali testimonianze sono ritenute irrilevanti dal Pg il quale, tuttavia, ha detto di non opporsi a quelle audizioni, se ritenute essenziali dalla difesa per meglio comprendere i fatti, ma di riservarsi in seguito a esse di acquisire anche le dichiarazioni degli altri magistrati presenti e gli altri atti citati.
In aula si ha ancora una volta l’impressione che la difesa faccia leva su elementi poco determinanti il cui scopo finale sembra essere poco comprensibile se non attribuendo il tutto a un dilatarsi dei tempi per lo svolgimento del processo.
Nel pomeriggio del 22 luglio, data di quest’ultima udienza, la Corte si è pronunciata dopo alcune ore di Consiglio e ha reso note le decisioni prese.
Con la pronuncia sono stati ufficializzati i nomi di coloro che saranno ascoltati nelle prossime udienze, dopo la pausa estiva. Tra questi è stata confermata per il 3 di ottobre la convocazione dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi, come richiesto dalla difesa di Dell’Utri.
Ma emergono anche altri nomi di rilievo come quello dell’ex pm Di Pietro che dovrà parlare dei suoi colloqui, successivi alla strage di Capaci, avvenuti con Paolo Borsellino.
Inoltre saranno chiamati a deporre anche Luciano Violante, in merito ai suoi incontri con Mario Mori, e Giancarlo Caselli, che dovrà riferire sulle indagini relative alla cattura di Riina.
Tra i collaboratori di giustizia saranno nuovamente ascoltati Giovanni Brusca, Gioacchino La Barbera e Francesco Squillaci, mentre non  testimonieranno i fratelli Brusca e l’ex agente del Sisde Bruno Contrada.
La prossima udienza è stata fissata per il 12 settembre.