RICONVERSIONE PUBBLICA E SVOLTA DELLA CITTA’ DI TARANTO PER SALVARE L’EX ILVA DI TARANTO ED IL POSTO DI LAVORO DI CIRCA 10.000 PERSONE
DISEGNO DI LEGGE POPOLARE: 50.000 firme
di Ciro Picariello
Vergogna. Per colpa del capitalismo, stiamo distruggendo tutto. L’ex Ilva di Taranto a breve chiuderà. Questa è una pagina vergognosa. Siamo nel 2019 si muore ancora per lavorare. E’ vergognoso che i nostri martiri dell’Ilva sono costretti a subire. Da anni sono costretti a lavorare ed ammalarsi, perché un governo assente, perché un’Italia assente non permette e ruba la dignità degli operai.
La decisione di chiusura da parte dello stabilimento da parte dell’azienda privata è una pagina vergognosa della nostra storia italiana. L’Italia era una Repubblica fondata sul Lavoro, ma il lavoro qui non esiste, esiste la schiavitù. Operai che devono vivere per il lavoro e questo è una cosa alquanto schifosa. Le colpe di tutto ciò partono da lontano: dal Governo sino ad enti locali che permettono ancora questo martirio di povera gente che è costretta ammalarsi perché lo Stato è assolutamente assente.
L’unica soluzione che ci sarebbe è una sola: una riconversione pubblica della città di Taranto, per permettere che queste persone non perdano il loro posto di lavoro e che si possa vivere in pace e che non si deve lavorare con il rischio concreto di ammalare ed avvelenare un’intera città.
Bastano 50.000 firme per fare la vera proposta di “Salvare Taranto”.
E’ ora che i nostri diritti vengano rispettati e con tale documento otterremo una flebile speranza che si può lavorare senza morire.
PROCESSO DI RICONVERSIONE PUBBLICA DELLA CITTA’ DI TARANTO
1) Investimenti pubblici per strutture anti – inquinamento applicabili sull’acciaieria ex Ilva.
Per rendere la città di Taranto, una zona in cui si vive tranquillamente e la salute ed il lavoro camminino insieme, sarebbe giusto che lo Stato faccia degli investimenti pubblici per strutture anti – inquinamento. Chiudere l’acciaieria è un omicidio, ma è anche un grande omicidio far morire, giovani, bambini ed operai per malattie che causano quest’attività. Che cosa fare? Semplice, investimenti pubblici per strutture anti – inquinamento sull’acciaieria, in modo tale che si lavora tranquilli e soprattutto in salute.
2) Delocalizzazione delle case vicine all’acciaieria.
Le città di solito devono essere costruite lontane dalle zone industriali. Non so e non ci interessa adesso sapere chi ha dato il permesso di costruire case ed addirittura un intero quartiere a pochi passi dall’acciaieria.
Per far convivere lavoro e salute, c’è il bisogno primario che le città abbiamo la propria densità di popolazione lontana da zone industriali. Che si deve fare? Semplice. Far evacuare tutte le persone e gli abitanti che hanno case vicino all’acciaieria, e mantenerle con un servizio pubblico, fondi pubblici giusti utili per far abbattere quelle case e far vivere sanamente le persone che vivono il dramma dell’Ex Ilva di Taranto.
3) Costruzione di un quartiere nuovo per chi ha evacuato le proprie case dall’acciaieria
Le persone si chiederebbero, noi vivremo sempre senza una nostra casa? Non è così. Come? Semplice. Bisogna costruire pubblicamente un quartiere nuovo lontano dal centro industriale e con un po’ di tempo quelle case saranno di quei proprietari che hanno vissuto vicino all’inferno dell’Ilva.
E’ vero che ci vorrà del tempo, però adesso basta, abbiamo permesso i nostri figli, fratelli, mariti, sorelle, parenti e amici morire per questo disastro che è la vergogna del nostro Paese.
Questa è la mia riconversione pubblica della città di Taranto, allegato al disegno di leggi di iniziativa popolare.