SOSTEGNO PER JULIAN ASSANGE
Pubblichiamo volentieri questa lettera del nostro lettore e collaboratore Giuliano Gattamorta, che è una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, perché si faccia qualcosa per salvare Julian Assange, vero e proprio prigioniero politico in nome della Libertà. Tutta la Redazione di “Giustizia!” si associa a questa lettera.”
di Giuliano Gattamorta
Al Signor Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi di Maio e per conoscenza al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e per conoscenza al portavoce di Amnesty International sezione italiana Riccardo Noury.
Mi rivolgo umilmente a Voi affinché valutiate se sia possibile promuovere,da parte della nostra Repubblica, un’ azione diplomatica di solidarietà nei confronti del giornalista Julian Assange ora detenuto in Inghilterra nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh a Londra.
Sono anni che seguo, insieme a migliaia di persone in tutto il mondo, la vicenda di Julian Assange , vicenda che sta purtroppo volgendo al peggio già da quando Assange è stato costretto all’esilio nell’ambasciata dell’Equador.
Grazie alla sua organizzazione denominata Wikileaks, Assange ha pubblicato un gran numero di documenti, fornitigli da uomini di valore come Bradley Edward Manning ed altri obiettori di coscienza, documenti che hanno anche rivelato crimini di guerra e contro l’ umanità presumibilmente commessi da militari statunitensi.
Il più noto di questi documenti è un filmato che è stato pubblicato col nome di “Collateral Murder”
Qui le riprese effettuate da un elicottero Apache dell’Esercito USA mostrano in modo imparziale ed agghiacciante l’esecuzione un gruppo di civili, che comprendeva anche 2 giornalisti delle Reuters, senza che questi stessero compiendo alcuna azione aggressiva nei confronti dell’Esercito americano e senza dar loro nemmeno la possibilità di arrendersi.
Non paghi di questa carneficina i militari coinvolti non hanno esitato ad aprire il fuoco anche su un gruppo di persone disarmate che, giunte sul posto, hanno soccorso l’unico superstite del primo attacco che in gravi condizioni stava strisciando su un marciapiede.
Per aprire il fuoco hanno atteso che il ferito venisse caricato su un furgone ai finestrini del quale si potevano vedere anche dei bambini.
A causa di tutte le sue scomode rivelazioni che implicavano gravi responsabilità da parte degli Stati Uniti Julian Assange è stato costretto a fuggire per evitare la fine fatta dai whistle-blowers che avevano fornito lui le informazioni classificate segrete.
E’ bene ricordare che questi whistle-blowers non hanno tradito la propria Patria fornendo informazioni al nemico per un tornaconto personale, ma, lo hanno fatto per informare la popolazione di quanto stava accadendo, di come, a loro parere, venissero violati i Diritti Umani e la stessa Costituzione degli Stati Uniti che tra l’ altro nel primo emendamento definisce i principi della libera espressione del pensiero ,della libertà di stampa e della libertà di fare petizioni al Governo per riparare i torti.
Per sfuggire ad un mandato di cattura emesso dalla Svezia in seguito a denunce di molestia sessuale a dir poco controverse , che peraltro ora sono completamente decadute, Assange ha accettato asilo politico dall’ Equador che in una prima fase gli ha riconosciuto anche la cittadinanza Equadoriana.
E’ ben ricordare che in realtà Julian Assange non ha mai temuto le accuse di molestia sessuale per la quali si è sempre dichiarato innocente ed ha richiesto più volte di essere interrogato dalla Procura svedese presso l’ ambasciata di cui era ospite.
Il suo timore, era solamente quello di essere estradato negli Stati Uniti una volta nelle mani della Svezia.
In seguito ad un cambiamento radicale della politica dell’Equador Julian Assange è stato consegnato alla Polizia del Regno Unito e dopo un rapido processo per aver violato i termini della libertà provvisoria è stato imprigionato nelle carceri di massima sicurezza di Belmarsh dove è tuttora detenuto in attesa di un processo che dovrà valutare la richiesta di estradizione successivamente avanzata dagli Stati Uniti.
Dopo 7 anni di “reclusione“ in un’ ambasciata che da oasi di libertà si è man mano trasformata in una prigione ,nella quale pare venissero intercettate tutte le sue comunicazioni anche con i propri legali, e dopo essere stato imprigionato a Belmarsh in un regime definito disumano, le sue condizioni di salute sono diventate critiche.
Sia Nils Melzer ,un esperto di tortura delle Nazioni Unite ,che alcuni medici che lo hanno visitato hanno denunciato evidenti segni di tortura psicologica ed una stato di salute che potrebbe condurre Assange alla morte.
Una lettera aperta a tal riguardo è stata sottoscritta da 60 medici di tutto il mondo ed indirizzata al Ministro dell’Interno britannico Priti Patel
Se venisse estradato negli Stati Uniti si può presumere che la sua situazione non potrebbe che peggiorare visto il trattamento là subito dai prigionieri con analoghe incriminazioni.
Basti pensare ai documenti pubblicati da Wikileaks che hanno rivelato le condizioni disumane presso i campi di prigionia di Guantanamo.
Da quanto appreso tramite gli strumenti di informazione a mia disposizione potrebbe rischiare in base all’ Espionage Act condanne fino a 175 anni di carcere o addirittura la pena di morte.
Quando parlo degli strumenti di informazione a mia disposizione intendo principalmente siti di informazione libera e non istituzionali.
Ammetto che mi spaventa il silenzio delle nostre Istituzioni, delle nostre testate giornalistiche principali su questa vicenda.
Nei giorni scorsi anche il Presidente del Messico ha espresso solidarietà nei confronti di Assange chiedendone la scarcerazione ed il perdono, confermando tra l’ altro la veridicità di tutte le notizie pubblicate da Wikileaks in merito ad atti illegittimi avvenuti e violazioni di sovranità attuati presumibilmente degli Stati Uniti.
Ciò posto Vi chiedo umilmente di valutare la possibilità di intervenire diplomaticamente presso il Regno Unito per esprimere solidarietà nei confronti di Julian Assange chiedendo le cessazioni degli atti persecutori nei suoi confronti e chiedendo che venga sottoposto a cure urgenti effettuate da personale medico qualificato sotto la vigilanza di una commissione indipendente di salvaguardia dei Diritti Umani.
Se possibile anche sotto la protezione di un Asilo politico fornito dall’Italia .
Il timore di arrecarVi disturbo in questi difficili momenti mi turba profondamente , ma ritengo che attendere che si compiano gli eventi senza agire, sia una strada troppo pericolosa per i diritti che questa vicenda rischia di ledere ovvero il Diritti Umani ed il Diritto all’ Informazione in una Democrazia.
Con deferenza e cordialità saluto
Giuliano Gattamorta
Bolona, 13 gennaio 2020